Con il termine User Experience (esperienza dell’utente) si definisce la relazione tra una persona e un prodotto.
L’esperienza utente coinvolge gli aspetti esperienziali e affettivi, l’attribuzione di senso e di valore collegati al prodotto con cui interagisce; ma include anche le percezioni personali su aspetti quali l’utilità, la semplicità d’utilizzo e l’efficienza del sistema.

Il futuro della tecnologia digitale sarà sempre più improntato sulla necessità di fornire agli utenti un’eccellente user experience; basta pensare a come già oggi l’esperienza è fluida e personalizzata quando navighiamo ad esempio sui social tramite il nostro smartphone, oppure quando tramite un semplice comando vocale facciamo partire una playlist o blocchiamo una data in agenda.

Il costo che paghiamo in termini di tempo e di energia per soddisfare un nostro bisogno è sempre minore, possiamo ottenere grandi quantità di informazioni ed eseguire un compito con pochissimi tocchi o parole.
I percorsi digitali sono sempre più veloci e gratificanti.

Quando guardiamo film di fantascienza come “Minority Report” o “Iron Man” pensiamo:
“Fantastico. Vorrei che la mia esperienza con la tecnologia fosse così”.

Di conseguenza, è facile prevedere che, in un futuro molto prossimo, sempre più dipendenti cercheranno di vivere con le tecnologie che usano a lavoro la stessa esperienza utente che vivono con le tecnologie che utilizzano quotidianamente.

Infatti, se una volta i dipendenti erano motivati ad usare le tecnologie sul posto di lavoro poiché queste erano di gran lunga superiori rispetto a quelle presenti nelle loro case, oggi è presente uno scarto tra l’esperienza che l’utente di queste tecnologie vive nella quotidianità e l’esperienza che vive con le tecnologie a lavoro.

Gli strumenti che utilizziamo a lavoro sono ancora molto macchinosi e poco intuitivi; propongono un’esperienza utente che non sta al passo con quella delle altre tecnologie fuori da quel contesto.
Il conto da pagare può essere molto salato: la motivazione nell’utilizzare questi strumenti cala e di conseguenza cala la produttività e l’efficienza del dipendente. Questo è soprattutto vero poiché oggi le aziende stanno andando incontro ad una trasformazione digitale diventando 4.0
Inoltre, ora che lo smart-working sta diventando un modello di riferimento, l’unico punto di contatto di molti dipendenti con la propria organizzazione è uno schermo.
È di vitale importanza che l’esperienza digitale dei dipendenti sia fluida, efficiente e divertente, in una parola sola “comoda”.

Al contrario, l’onboarding di un nuovo assunto che deve allinearsi ed imparare ad utilizzare gli strumenti digitali dell’azienda che lo ha assunto può richiedere diverse settimane e per restare aggiornati sui vari software possono essere necessari anche mesi.
Infatti, i costi che un dipendete impiega per compiere determinati compiti sono superiori a quelli che si aspetta e che nella quotidianità affronta.

Tuttavia, non è corretto scaricare la colpa sui dipendenti per un calo della produttività e dell’efficienza.
Sono gli strumenti digitali che usano al lavoro ad essere poco intuitivi.
Eppure, più rendiamo l’esperienza dei dipendenti gratificante, più ROI otteniamo.

Rendere piacevole l’esperienza utente dei dipendenti della tua azienda non è un qualcosa che si crea da un momento all’altro.
Bisogna pensare di costruire un percorso, un’evoluzione digitale: un approccio continuo e graduale all’esperienza dei dipendenti.

Ma come possiamo farlo?

Per permettere ai dipendenti di vivere una buona user experience e motivarli nell’uso degli strumenti digitali chiediti quali strumenti o processi forniscono maggior valore all’organizzazione e quali di questi già possiedi.

Non sapete come far fruire alle persone della vostra azienda o del vostro team un’esperienza utente efficace ed innovativa, in linea con la trasformazione digitale?

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